Non facciamoci ingannare dagli annunci-truffa!

 


…Pensava di avere finalmente trovato un lavoro, ma la sua è stata un’odissea conclusa, per fortuna, “solo” con una perdita di tempo, di denaro e un grosso spavento.

Una ragazza pratese di 29 anni, dopo avere risposto ad un annuncio on line per un posto da impiegata, è stata ricontattata per un colloquio. Le viene dato un appuntamento per il giorno dopo, per una giornata di osservazione, e qui comincia un viaggio tra Prato, Lucca e le colline toscane, per trovarsi poi a dover vendere porta a porta forniture d’energia di società italiane e francesi.

La ragazza chiede di essere riportata indietro, ma la sua richiesta viene rifiutata e viene lasciata a un chilometro da una piccola stazione ferroviaria di un paese sperduto, da cui a sue spese fa un mesto ritorno a casa. Qui il giorno dopo va dai carabinieri, informandoli della truffa. I quali le dicono che non è la prima segnalazione ricevuta…


Le offerte di lavoro, di questi tempi, non sempre sono affidabili, infatti in giro si trovano quotidianamente delle vere e proprie fregature. Questo perché, purtroppo, c’è chi si approfitta della complicata situazione del mercato,ma soprattutto, della disponibilità delle persone ad accettare un’offerta, senza pensarci due volte pur di lavorare.

Quante volte vi sarete imbattuti in fantomatici annunci che dicevano “Nota azienda in espansione seleziona varie figure18-40 anni, da inserire in ambito amministrativo, si offre contratto a tempo indeterminato, benefit aziendali ecc…”, per poi sostenere il tanto agognato colloquio e sentirsi dire che il lavoro da svolgere non è altro che un porta a porta? 


Ecco alcuni segnali che devono farci riflettere e metterci in guardia da eventuali inganni

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Se le informazioni sull’azienda sono poche o negative,la prima cosa da fare è ricercare informazioni su internet. Cinque minuti sul web, in questo caso possono davvero far risparmiare tempo e denaro al malcapitato candidato.


Se troviamo recensioni e commenti negativi sull’azienda e  sul suo operato, è meglio cercare di capirne i motivi.  Potrebbe essere solo lo sfogo di un ex dipendente rancoroso o peggio il risultato di una situazione non molto corretta. Se attraverso Google addirittura non si ottiene risultato, probabilmente ci troviamo davanti ad un azienda non molto affermata, al contrario di quanto vogliono farci credere.


L’annuncio non spiega che lavoro si offre, c’è solo un invito a contattare qualcuno per saperne di più, c’è un “mistero” riguardo a cosa sia effettivamente il lavoro e chi ha inserito l’annuncio, pretende d’incontrarvi di persona prima di svelarvi questo misterioso “segreto”.


Altri dubbi possono, anzi devono sorgere, se l’annuncio riporta solo un numero di cellulare, un account msn/skype, o ancora un indirizzo e-mail generico (come Alice o Gmail), invece di uno aziendale (@nomeditta.it) o un numero di rete fissa.


Se l’esaminatore del colloquio non è puntuale, ti tratta con sufficienza, non ti dedica il tempo necessario o non è preparato all’intervista, c’è da dubitare sulla serietà dell’azienda. La selezione infatti, non è cosa da poco e non si può risparmiare sul tempo di conoscenza. 

Quando l’annuncio di lavoro è vago e al colloquio il selezionatore non è in grado di rispondere ai tuoi quesiti sulle responsabilità della posizione, sulle competenze specifiche necessarie o sullo stipendio, probabilmente non vogliono dire la verità e hanno qualcosa da nascondere. Motivo in più per credere che la poca trasparenza non sia altro che il sinonimo di truffa.

Se il selezionatore cerca di convincerti che questo è il lavoro che fa per te, devi chiederti perché lo fa. 

Se ti viene offerta una posizione ancora prima di incontrarti, evidentemente l’azienda non ha un progetto a lungo termine e ti conviene prendere tempo per decidere.

Infatti nessun datore di lavoro, nella maggior parte dei casi, può essere così disperato da dover assegnare subito il lavoro.

Prendi coscienza di quali caratteristiche avrà il tuo lavoro nei prossimi anni e decidi se la posizione che ti viene prospettata è come desideri. Se vedi che stai cercando un compromesso, non prendere una decisione frettolosa, il rispetto per se stessi è la prima delle necessità.

 

 truffe più diffuse.

Il termometro delle truffe rivela che molti pacchi, doppi pacchi e contropaccotti, come insegna “Totòtruffa 62”, film di grande chiaroveggenza del 1961, vengono oggi confezionati grazie alla rete, popolata da truffatori di professione.

Ci cascano aspiranti postini, giovani neo-laureati, professori precari o senza cattedra.

Si allungano anche le liste delle truffe più diffuse.  Ai primi posti ci sono le richieste di denaro in cambio di un posto di lavoro, per pagare spese burocratiche o per ungere le ruote a fantomatici potenti; o l’iscrizione a un corso di formazione a pagamento, che garantisce un lavoro che non c’è. 


Inutile ribadire che il lavoro non si compera, ma si costruisce. Seguono una miriade di offerte di lavoro a domicilio: dall’assemblaggio di piccoli congegni, all’etichettatura di lettere e pacchetti. Qui vengono richieste poche decine di euro, per ricevere inutili kit e scoprire amaramente che è stata solo una perdita di tempo, e di denaro.

Un’altra trappola diffusa è quella di pagare per entrare in finte banche dati, che offrono lavoro in cambio del curriculum: qui si scopre che la sedicente banca non ha l’autorizzazione a operare nell’intermediazione ma, soprattutto, non ha alcuna proposta di lavoro da offrire e nessuna azienda da aiutare nella selezione del personale. Per i più giovani, molto attratti da cinema, moda e pubblicità, c’è il magico incontro con il book: un servizio fotografico a proprie spese, di qualche migliaio di euro, per entrare nel dorato mondo dei balocchi perduti.  


Proposte d’affari. Per i più intraprendenti il tranello sono le più improbabili proposte d‘affari: diventare socio di un’azienda che distribuisce misteriosi prodotti brevettati;  entrare in una catena distributiva di miracolosi elisir o di soluzioni per capelli; trasformarsi in associati in partecipazione in un business che non c’è. L’esborso è a fondo perso e non farà lievitare guadagni né verrà compensato da futuri stipendi.

Linee telefoniche a pagamento, che fanno restare appesi a salati tassametri; società di multilevel marketing, che in realtà sono catene di Sant’Antonio (vince chi resta al vertice della piramide, perdono tutti gli altri); borse di studio, stage gratuiti o sottopagati e periodi di prova infiniti e senza stipendio chiudono questa allegoria della cattiveria, che approfitta di chi è in difficoltà e ha bisogno.  


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